MEDITAZIONE ROSARIO DEL PADRE PRIMO MISTERO.
Nel Primo Mistero si contempla il Trionfo del Padre nel giardino dell’Eden quando, dopo il peccato di Adamo ed Eva, promette la venuta del Salvatore.
Il Signore Dio disse al serpente: poichè tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche, sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno. Alla donna disse: moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli…
All’uomo disse: maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre. Con il sudore del tuo volto mangerai il pane.
Per entrare nello spirito di questo mistero, dobbiamo prima di tutto intenderci sulle conseguenze del peccato originale. Comunemente si dice che l’uomo peccò e Dio, per punizione, lo cacciò dal paradiso terrestre. Così è scritto, ma leggendo in chiave un pò più profonda, si giunge ad una conclusione diversa. Certamente l’uomo perse tutte le qualità di Luce di cui era rivestito, e quindi la propria regalità, condannandosi alla sofferenza e alla morte, ma ad essere “cacciato” fu Dio, perchè l’uomo, disobbedendogli, lo costrinse ad uscire dal suo cuore.
Troviamo un’eco di ciò in Gn 6,3ss: Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo… Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. Ciononostante, nel momento in cui viene rifiutato da Adamo ed Eva, il Padre progetta le redenzioni promettendo di inviare sulla terra il Suo Unigenito. E sarà una nuova creazione che gli consentirà di tornare nel cuore dell’uomo rigenerato in una più alta dimensione. Infatti, una volta che Dio prende un corpo e si fa uomo, tutta l’umanità viene inserita nella Famiglia divina.
Il Padre, con un Amore creativo e redentivo più potente del peccato e della morte, capovolge totalmente la situazione: quella che all’inizio poteva sembrare una Sua sconfitta, si rivela come la Sua grande vittoria: Egli riconquista la Sua creatura e la guida verso orizzonti più ampi verso terre e cieli nuovi. Da inizio alla creazione di una nuova umanità i cui capostipiti non vengono dalla terra (Adamo ed Eva),ma dal Cielo (Gesù e Maria). Un’umanità divinizzata.
Questo trionfo del Padre “è” sin dall’inizio, giacchè Egli è al di fuori del tempo, è l’Eterno presente e ciò che decide “è” sin dal momento in cui lo progetta. Così è da intendersi il “trionfo” del Padre. Non nel povero senso umano cioè affermazione della propria superiorità che umilia e punisce l’offensore ma nel senso propriamente divino: Tutto più voi vi ostinerete ad offendermi, tanto più io mi ostinerò a perdonarvi. La vendetta di Dio è la Misericordia.
Il trionfo del Padre è questa vittoria della Sua sconfinata umiltà e del Suo infinito Amore: Egli bussa, attende, torna a bussare finchè noi Gli apriamo la porta del nostro cuore. Allora Lui torna ed è festa grande. E’ un pò il capovolgimento della parabola del figliol prodigo: Chi accoglie me accoglie Colui che mi ha mandato: Io e il Padre verremo e porremo dimora dentro di lui.
